Lo storytelling per il sociale

Sostenere le persone in difficoltà sociale ed aiutarle a reinserirsi nel quotidiano. Ha preso il via mercoledì 21 febbraio il modulo Storytelling per il sociale. Il percorso proposto dal Centro Italiano Storytelling si è tenuto nel Villaggio della Gioia, nato per il recupero di famiglie fragili, di Villafranca (Forlì).

La cronaca del workshop Storytelling per il sociale

Storytelling per il sociale
Storytelling per il sociale

La mattinata al Villaggio della Comunità Papa Giovanni XXIII, nel salone centrale dell’accogliente struttura, si è aperta con la possente voce della Direttrice artistica del Centro Italiano Storytelling, Giovanna Conforto, coadiuvata da Lia, Stefania e Flavio per creare una piccola comunità di racconto, attraverso il fare, per aiutare tutti i presenti a ricostruire insieme una loro nuova “storia”. Ma il primo protagonista per rompere il ghiaccio è stato il Bastone dello Sciamano: interazione, parola e ascolto attivo.

Occorreva quindi svelare quale fosse il significato di Storytelling. Le comunità, i gruppi, i singoli si stringono attorno alle storie. La questione in gioco è l’identità. Lo Storytelling è una tecnica. Nata a partire dagli anni Settanta del secolo scorso in America, si è sviluppata in modo esponenziale invadendo molti settori diversi, dal sociale al teambuilding. Ognuno di noi è la storia che racconta! Ecco la prima. Giovanna Conforto si è così cimentata con il Mostro chiamato Paura.

Il gruppo quindi si è sperimentato alla ricerca dell’ostacolo più grande da affrontare e in due piccoli sotto-gruppi ha lavorato su Libertà e Relazione. I due temi, dopo una discussione, sono stati sviluppati dal punto di vista materico costruendo due sculture con gli oggetti che erano nell’ambiente. Poi definito il titolo dell’opera, ogni gruppo ha prima accolto l’interpretazione dell’altro in visita, portando poi la propria visione. La successiva inversione dei gruppi ha spinto alla presa in carico della propria e altrui visione per trovare una risposta, attraverso una visione ideale, sempre materica. Così chi aveva lavorato sul tema Libertà cercava una proposta per andare oltre la questione/sfida/problema, modificando l’opera sulla Relazione e viceversa.

La questione è stata quindi riformulata attraverso le parole di Giovanna con la Storia dell’Arciere. La chiusura dell’incontro tra sorrisi e soddisfazione dei partecipanti, dopo una attività di narrazione grafica con un disegno, è avvenuta affidandosi nuovamente al Bastone dello Sciamanico ed ad un giro emotivo di parole a sintetizzare, dare forma e colore, alle emozioni dell’intensa mattinata. L’arrivederci è al 7 marzo con il prossimo incontro.

(a cura di Flavio Milandri)

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